Truciolare, multistrato e altri pannelli

Truciolare, multistrato e altri pannelli
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Diamo una rapida occhiata alla natura e ai principali pregi e difetti dei pannelli derivati del legno, dai più economici ai più sofisticati

Il truciolare è il pannello più economico ed è costituito da segatura più o meno grossolana, unita a caldo e sotto pressione da collanti specifici (prevalentemente formaldeide e derivati) a formare fogli di spessore da 5 a 40 mm. Ha un cuore di segatura grossolana chiuso fra due strati esterni di segatura più fine. Lo si trova grezzo, impiallacciato con legno vero o rivestito di fogli di carte melamminiche di vari colori o con riprodotti diversi tipi di legno o, per i piani di tavoli e cucine, di pietra. S’incolla bene; non sopporta l’umidità, che lo fa gonfiare e sgretolare; le viti e i chiodi tengono bene solo se infissi nelle facce. Può essere verniciato solo dopo averlo trattato con prodotto di fondo.

La masonite. Il nome è un marchio registrato e il prodotto si dovrebbe chiamare pannello di fibra. Costituito da particelle finissime, incollate sotto pressione, è di spessore limitato a 3 o 4 mm e si usa per lo più come retro dei mobili o per i fondi dei cassetti. E’ rifinito solo su una faccia, perfettamente liscia, che può presentarsi di colore naturale (marrone più o meno scuro), laccata in tinte unite o rivestita di carte melamminiche uso legno.

L’MDF. Come la masonite, è costituito da fibre di legno, incollate però con pressione inferiore (per questo si chiama di Media Densità). Ha entrambe le facce perfettamente rifinite, tiene bene la colla e le viti, che reggono senza problemi anche nello spessore. La densità del materiale permette di fresarne i bordi con ottimi risultati (frese HM). Accetta con ottimi risultati, previo uso di turapori, smalti e vernici all’acqua e a solvente.

Il listellare. Rappresenta il miglior compromesso fra qualità e prezzo ed è formato da listelli di legno dolce incollati a filo a fibra alterna, chiusi fra due fogli di compensato di spessore variabile in base a quello dei pannelli, che è compreso fra i 10 ed i 40 mm. Lo si trova grezzo o impiallacciato e si lavora esattamente come il legno pieno, ma richiede un coprifilo sui bordi a vista. Fra i pannelli derivati è quello meno soggetto a imbarcarsi.

Multistrato. È stato il primo ed è ancora uno dei più diffusi pannelli derivati. Il multistrato è costituito da piallacci più o meno spessi e numerosi (tre strati da 5-6 mm per le assi da casseforme, anche più di dodici da 1-1,5 mm per usi particolari) incollati fra loro incrociandone la fibra. Generalmente fino a 8 mm di spessore si chiama compensato.
I piallacci possono essere di pioppo, o di legno duro come faggio o betulla, oppure di altre essenze meno diffuse. Una delle facce del pannello può essere impiallacciata con legno pregiato. Prodotto in spessori compresi fra 1 e 40 mm, è disponibile anche nel tipo marino, incollato con colle fenoliche che ne garantiscono la resistenza all’esterno.

Lamellare. Molto diffuso, il lamellare è composto da listelli di prima scelta di conifere, incollati a filo, o di legni duri, incollati a pettine, a creare tavole rifinite e uniformi che hanno tutti i pregi del legno pieno senza i suoi inevitabili difetti. Gli spessori standard sono 18 e 28 mm per le conifere, 19, 27 e 32 per i legni duri (faggio, rovere, noce e altri). Fabbricato in fogli di tre metri per due (e più), nei magazzini per chi fa da sé si trova anche in tavole di misure adatte ai lavori più comuni.